Padri separati

Padri separati: gli effetti della separazione sugli uomini

Di Redazione GenGle

Pubblicato il 01 settembre 21.16

La separazione rappresenta un momento di transizione turbolento e difficile da affrontare per tutta la famiglia.

Gli effetti della rottura della coppia si riflettono spesso sui figli, le cui problematiche correlate a questo periodo di transizione continuano (a ragione) ad essere ampiamente analizzate e prese attentamente in considerazione da parenti, insegnanti, psicologi e avvocati. Di norma, anche le mamme separate ricevono un’adeguata attenzione rivolta alla tutela dei loro diritti e al supporto psicologico, durante questo difficile processo di transizione.

Ma cosa succede ai padri separati?

Fino ad oggi sono stati spesso sottovalutati gli effetti negativi e traumatici che la separazione può avere sugli uomini con figli. Tuttavia, nel corso degli ultimi anni, una crescente attenzione è stata rivolta alle molteplici problematiche che la rottura di una coppia con figli possa avere sul benessere fisico, psicologico e sociale dei padri separati.

Padri separati: Salute e benessere psicologico

La tendenza degli uomini a non essere consapevoli delle problematiche emotive, psicologiche e sociali relative al divorzio (cosi come quella dei professionisti specializzati a non approfondirle), rende i padri separati più esposti a malattie cardiovascolari, ipertensione e ictus nonché ad un aumento della predisposizione alla depressione ( 10 volte maggiore rispetto agli uomini sposati), all’abuso di sostanze e al suicidio (con un rischio di 10 volte maggiore rispetto alle donne). Venendo meno il ruolo portante di padre di famiglia, i padri separati si trovano spesso a dover fronteggiare una situazione che viene vissuta come una sconfitta, un fallimento che si riflette frequentemente in uno stato di frustrazione e depressione da cui è difficile uscire senza un adeguato supporto.

Padri separati: relazioni sociali

Gli uomini separati sono inoltre più a rischio di isolamento sociale, di perdita di supporto emotivo da parte della famiglia e degli amici. La necessità di trovare un alloggio, le complicate dinamiche legate alla custodia dei figli, al loro mantenimento e alla possibilità di vederli, i rapporti conflittuali con l’ex coniuge nonché la frequente perdita di relazioni con la famiglia allargata sono tutti fattori che incidono notevolmente sul benessere psicologico dei padri separati.

Padri separati: relazioni con I figli

Nella maggior parte dei casi la separazione si riflette nel cambio di domicilio dei padri che si trovando quindi a non avere più la possibilità di vivere i propri figli nella quotidianità. Nonostante sia difficile stimare il tempo effettivo che i padri separati passino con i propri figli, di norma questa situazione (spesso aggravata da rapporti conflittuali con la madre) rappresenta un ostacolo decisivo al mantenimento di una sana e naturale relazione padre-figlio. L’insoddisfazione generata dalla frequenza delle visite, dai luoghi degli incontri e dall’impossibilità di partecipare a momenti importanti della vita dei figli costituisce una ferita aperta per molti uomini.

Padri separati: i nuovi poveri

Uno degli aspetti più incisivi sul benessere dei padri separati è quello finanziario: in Italia infatti, secondo il Rapporto della Caritas del 2014, 80 mila uomini divorziati con figli si trova sulla soglia di povertà. Questo fatto è dovuto prevalentemente alla necessità di trovare una nuova sistemazione ( che comporta quindi spesso un dispendio economico ulteriore).

Fonti:

-False Partenze: rapporto 2014 sulla povertà e l’esclusione sociale italiana

-Felix D. D., Robinson, D. & Jarzynka, K. J. (2013). The influence of divorce on men’s health. JMH, 2013, Jan : 1-7.).


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3 COMMENTI E RISPOSTE

Di Rodolfo Lais

Pubblicato il
novembre 26 alle 00:09h
e quindi nessun legislatore interviene a bloccare questa porcheria ?

Di Alessandro B.

Pubblicato il
gennaio 02 alle 16:24h
Assolutamente no. Ci aveva provato, anche se parzialmente, Pillon e si è vista la levata di scudi che cìè stata contro il suo disegno di legge, certamente non perfetto ma che avrebbe potuto essere la base per creare qualcosa di più giusto e corretto per tutti, non solo per madri e figli.

Di Mauro C.

Pubblicato il
dicembre 04 alle 20:37h
Io mi ritengo fortunato; mi alterno con la mia ex moglie (siamo separati legalmente ma non divorziati), alla quale non verso alimenti e le spese di mutuo, bollette, amministrazione e necessità del bambino sono divise al 50% e posso stare con mio figlio a settimane (o quindicine come negli ultimi mesi per problemi di salute della mia ex dolce metà) alterne presso il domicilio che avevamo scelto come casa coniugale. Quando il bimbo sta con la mamma mi trasferisco da mia madre, che vive a cinque minuti di moto da casa mia, mentre la mia ex vive insieme ad un compagno in un appartamento in un'altra zona della città. Mi rendo conto che non a tutti i padri separati è andata bene e sinceramente temo un cambio di rotta della mia ex moglie. Si continua a dire che la Legge tutela a prescindere la donna e che quando una coppia entra in tribunale per una causa di divorzio la sentenza è già stata decisa a favore della donna. L'avvocata che nel 2015 mi ha seguito nella fase della separazione "consensuale" (ho dovuto accettare le decisioni della mia ex moglie, che tutto sommato potevano anche essere peggiori) mi ripeteva spesso che negli ultimi anni la legge tutela maggiormente gli uomini in ambito di separazione/divorzio. Speriamo soltanto che non sia tutto un fuoco di paglia e che anche noi possiamo essere tutelati come la donna.

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