Parla il professionista

Divorzio: la mediazione. Obbligo o scelta?

Di Redazione GenGle

Pubblicato il 11 settembre 16.15

La mediazione come punto di forza

In questi giorni si parla tanto del nuovo disegno di legge Pillon in tema di separazioni, che fa discutere per i tanti aspetti controversi che interessano genitori e professionisti coinvolti. Per quanto riguarda la mediazione si sa che il nodo è:

 

Obbligatorietà vs  volontarietà.

 

Scegliere un percorso di mediazione significa scegliere la via che più ci responsabilizza e che più ci mette al centro delle decisioni sulla nostra vita e su quella dei nostri figli. Dovrebbe, perciò, essere quella più necessaria, quella di cui si sente il bisogno. Tuttavia, il fatto che qualcuno ce la imponga ne diminuisce notevolmente l’efficacia. A questo proposito ricordo quando è stato vietato di fumare nei locali pubblici e ricordo molto bene il panico iniziale, l’arrabbiatura generale e le proteste dilaganti. Ricordo anche perfettamente che ci è voluto pochissimo tempo perché questo divieto diventasse una sana abitudine soprattutto per i fumatori stessi.

Voglio pensare che con la mediazione possa essere la stessa cosa.

Probabilmente i tempi dei tribunali e quelli delle famiglie potrebbero non coincidere e i genitori magari non sono predisposti ad affrontare le questioni più dolorose quando lo decide il Tribunale. Se, però, si cambia punto di vista e si pensa alla mediazione come occasione per scoprire un modo nuovo di affrontare il conflitto allora se ne può cogliere tutta la sua forza e potenzialità.

Molte persone non conoscono questo strumento di risoluzione delle controversie ma piuttosto sono convinte del fatto che separarsi significhi iniziare una guerra e che non ci sia possibilità di trovare un accordo se non affidandosi al giudice. La mediazione rimette al centro i genitori dando loro la possibilità di scegliere per i propri figli senza l’intervento di un terzo.

La capacità di mediare, ossia di mettersi in relazione con l’altro predisposti a trovare una soluzione, è una competenza che si può imparare.
Ci si deve esercitare ad ascoltare, ad osservare, a tener lontani i preconcetti, per dare a chi ci sta di fronte, la possibilità di spiegarsi e di raccontare, libero dal timore di essere giudicato.

In fondo, riflettendoci, nei conflitti ci ritroviamo tutti i giorni, in famiglia, al lavoro, con i vicini di casa, nelle chat della scuola ecc.., ecco perché usare il metodo della mediazione aiuterebbe a trovare le giuste strategie per affrontare in modo positivo i dissapori vissuti nella quotidianità.

Far pratica di queste tecniche, serve per riuscire, un po’ per volta, a farle proprie, così da renderle naturali e inserirle nel nostro comportamento usuale. In questo modo verrà spontaneo usarle per affrontare qualsiasi questione un po’ controversa

Possedere il metodo della mediazione è un valore aggiunto per tutti quelli che investono tempo e partecipazione emotiva nelle relazioni.

Affinare le proprie doti nel sintonizzarsi con il nostro interlocutore aiuta ad avviare una conversazione in cui nessuno si senta superiore o inferiore all’altro e ciò permette di non escludere nessuna soluzione solo per partito preso. Questo è già un primo e importante risultato, che apre al dialogo e al confronto.

Certo, nessuno sostiene che sia facile né veloce, ma lo sforzo che viene richiesto per essere bravi mediatori nella vita, ripaga sicuramente.

Promesiss.s. Mediazione familiare
Ottavia Re Fraschini e Sara Rimoldi


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1 COMMENTI E RISPOSTE

.from Federico I.

.the_day
novembre 08 alle 09:44h
Avevo intrapreso il percorso di mediazione familiare tramite un'associazione di genitori separati, una psicologa ed un legale ci dovevano aiutare a trovare un accordo tra di noi, ma all’ultimo momento, la mia ex invece di presentarsi per la firma del documento ha deciso di farmi pervenire lettera di convocazione da parte del suo legale. Tempo e soldi buttati. Ci vogliono regole ferree nel diritto di famiglia così “certe” persone non possono nuocere all’altro e ai figli. Andrebbe tolta poi la clausola di riservatezza nelle comunicazioni tra gli avvocati perché sarebbe solo che ora che “certe” persone e “certi” legali si assumessero in pieno la responsabilità delle proprie dichiarazioni e azioni!

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