Educazione - GenGle per il sociale

Contro la violenza sulle donne: l'indifferenza uccide forse più della violenza

Di Giuditta Pasotto

Pubblicato il 25 novembre 22.37

Domenica 25 novembre è stata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, vedo post infuocati contro il femminicidio, striscioni che incitano al rispetto, trasmissioni tv dove gli ospiti parlano della violenza sulle donne sia verbale che fisica, hashtag di vario tipo: #nonènormalechesianormale #violenzasulledonne #noallaviolenzasulledonne. Sono molto felice di questa campagna di sensibilizzazione essendo una donna, però vi voglio raccontare qualcosa che mi è successo negli ultimi 6 mesi:

5 mesi fa ho partorito, nel mese precedente al parto nessuna persona, né uomo né donna mi ha mai fatto passare avanti alla cassa del supermercato nonostante verso la fine vi assicuro camminavo a malapena e compravo non più di due o tre cose.

Da 5 mesi mi aggiro con il passeggino fra le vie della mia città e sono più le volte che la gente mi chiude la porta in faccia nei negozi di quelle nelle quali qualcuno si accorge che potrei aver bisogno di una mano per entrare.

Quando so di dover prendere l'autobus, mi attrezzo con il marsupio così da non essere di intralcio con il passeggino, e in 5 mesi, solo una volta mi è stato ceduto il posto, da una signora anziana nonostante ci siano posti contrassegnati a priorià anziani, donne incinta o con bambini piccoli, lo stesso accadeva quando ero incinta ovviamente, solo chiedendo esplicitamente di poter usufruire del posto, talvolta prontamente e talvolta un po' scocciate le persone cedono il posto.

Aspettando l'arrivo dell'ascensore in luoghi affollati, mi è capitato più volte di essere travolta da persone frenetiche di entrare che non aspettavano nemmeno il completo deflusso delle persone presenti in ascensore che con la scusa di essere piu 'agili' si infilavano celermente non preoccupavandosi minimamente del fatto di esseremi passati avanti.

Settimana scorsa uscita dal supermercato con mio figlio nel marsupio, mi si è rotto il sacchetto della spesa, in più pioveva, (si sa che se qualcosa può andar male lo farà! Secondo la legge di Murphy) nessuno si è fermato ad aiutarmi nonostante fossi molto impedita nei movimenti e non avessi che la mia borsa dove infilare la spesa, ad un certo punto è passato un giovane con le cuffie l'ho fermato e l'ho obbligato ad aiutarmi.

Ho comprato qualche giorno fa la camerina nuova di mio figlio e insieme agli altri due figli la stavamo scaricando dalla macchina parcheggiata vandalicamente in seconda fila per poter scaricare le cose pesanti davanti al portone. Accanto a casa mia c'è un bar, e tutte le persone sedute li a sorseggiare i loro drink ci davano istruzioni per come fare a tirare fuori dalla macchina i pezzi incastrati come nel Tetris. Nessuno si è mosso ad aiutarci.

Oggi giravo per le vie del centro con il passeggino, i marciapiedi sono stretti e permettono il passaggio di due persone al massimo insieme, pertanto con il passeggino o passo io o passano quelli nel senso opposto. Non ho contato ma a occhio e croce 10 volte nel giro di 400 metri mi sono trovata con persone che si aspettavano che io scendessi dal marciapiede per farle passare e con aria sperduta mi guardavano come a dire: 'scusa ma dove dovremmo passare?'

Questo è un riassunto minimale di quello che ogni giorno capita a chiunque viva nel mondo e quindi personalmente pur sostenendo totalmente questa campagna contro i femminicidi dico: proviamo a mirare un po' più basso cercando semplicemente di VEDERE il nostro prossimo, a prescindere dal sesso, dall'età e dalla razza.

Mio padre è morto per omissione di soccorso in un parco pubblico, l'indifferenza quotidiana delle persone, dai vicini di casa che quando sentono una lite in famiglia o vedono la vicina con un occhio nero girano lo sguardo dall'altra parte fino alle istituzioni, quando non accolgono o addirittura sottovalutano le denunce, uccide quasi di più della violenza o perlomeno è l'anticamera della violenza.

La violenza va combattuta in ogni sua forma, ma anche l'indifferenza è una piaga terribile, e quello che io faccio nel quotidiano e che cerco di trasmettere ai miei figli è di vedere il prossimo, aiutare gli altri e rendersi conto se intorno a loro ci sono persone in difficoltà. Non c'è bisogno di insegnargli la NON VIOLENZA se si insegna da subito il rispetto.

#iotivedo #sonounadonna #rispetto #noallaviolenza #aiutiamoci #noindifferenza #conosciiltuovicino


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4 COMMENTI E RISPOSTE

.from Vanessa C.

.the_day
novembre 26 alle 12:57h
Bellissimo e veritiero articolo....grazie Giuditta . Confermo avendo anche io vissuto molte situazioni in questo primo anno di Elia, anche sotto la pioggia, anche mentre hai di fronte a te infinite scalinate con passeggino e borse...Se non chiedi non ottieni, la spontaneità è spesso inesistente. L egoismo ed individualismo e molto. Ma la ferita più grande è l indifferenza di un padre nei confronti di un figlio per punirti e di chi crede, per non farti interiormente male, che il silenzio sia la cosa migliore. Il silenzio a volte lasciarlo profonde ferite. Vanessa ed Elia

.from claudia b.

.the_day
novembre 27 alle 15:45h
Le situazioni che descrivi sono veritiere e ci siamo passate un pò tutte, almeno noi mamme, così come è vero che l'indifferenza verso il prossimo, anche quello che vive , cammina ed abita ad un passo da te è in crescita. specialmente nelle grandi città ( ma non solo). Figuriamoci poi l'indifferenza per le sofferenze che ci sono più distanti, magari dall'altra parte dell'emisfero...nemmeno a parlarne! Però non metterei la denuncia ( giusta) di queste situazioni in alternativa alla necessaria azione di sensibilizzazione sulla violenza contro le donne. Perchè si tratta di una tragedia vera, che ha cause profonde nei meccanismi della nostra società e nella nostra storia, che ha una sua specificità rispetto ad altri fenomeni e troppo spesso viene minimizzata, sottovalutata e banalizzata. Della serie: siamo tutti contro la violenza sulle donne, però...ecco, c'è sempre un però.

.from Sabina S.

.the_day
dicembre 01 alle 22:31h
Due mesi fa sono caduta su un marciapiede....stavo svenendo....(ho poi scoperto che avevo riportato una frattura al piede....).... mentre stavo svenendo ho chiesto “signore, mi aiuta?” ad un uomo dall’altra parte della strada.... Il “signore” mi guarda di sfuggita e mi dice “no”.... poi torna a leggere le sue carte.... Non c’era nessun altro in quel momento e avevo paura di perdere i sensi.... Poi sono sopraggiunte e mi hanno soccorsa 3 donne. In ospedale, a rimuovere il gesso..... ero da sola, su una carrozzina che non riuscivo a dirigere bene.... facevo fatica perché non l’avevo mai usata..... dovevo fare retromarcia da un ufficio per recarmi in un altro ufficio..... Uomini seduti comodi sulle sedie del corridoio che GUARDAVANO..... nessuno si è alzato a chiedere “vuole una mano?”..... Alla fine indovinate chi mi ha aiutata? Una donna....col braccio ingessato. Ambulatorio per la risonanza magnetica, qualche settimana dopo... Camminavo con due stampelle... Passo alla reception per la pratica, mi dicono di accomodarmi in sala d’attesa... Tutti i posti (una ventina circa) sono occupati, da uomini, bambini e donne. Tutti senza stampelle. Indovinate chi si è alzata, dopo aver notato che nessun altro si alzava? Una giovane donna... A volte, mi sembra di vivere in Arabia.

.from Federico I.

.the_day
dicembre 03 alle 16:53h
Ultimamente si fa un gran parlare di femminicidio (o feminicidio in base a quante "f" si preferisce usare) ma a me pare la solita strumentalizzazione politica e di parte. Tempo fa la stampa, e di conseguenza l'opinione pubblica, era invece tutta presa dalle violenze sui bambini negli asili nido e scuole dell'infanzia. Eppure non ricordo accese manifestazioni a tutela dei minori, forse perché non votano?! In ogni caso il problema viene affrontato nel solito italico caso, tanta confusione ma poca sostanza. Mai infatti che si vada ad analizzare a fondo le cause per intervenire nel tempo, solo spot propagandistici per tenere buone le masse. Per quanto riguarda la maleducazione, la si impara prima di tutto in famiglia, poi a scuola mi pare che la sostanza non cambia.

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