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Separazione e foto dei figli sul web

Di Redazione GenGle

Pubblicato il 31 gennaio 16.18

La pubblicazione di fotografie dei figli minorenni sui social network è un problema che ormai riveste carattere di emergenza presso i tribunali italiani, soprattutto nell’ambito dei procedimenti di separazioni coniugali. 

Tale, spesso inconsapevole, pratica genitoriale non solo viola la tutela della privacy dei minori, ma, se inserita in un contesto di separazione coniugale, è spesso causa di gravi dissidi che complicano all’inverosimile i già difficili equilibri e rapporti interpersonali e genitoriali.     
Quasi abitualmente, ormai, in fase di separazione coniugale, il Giudice è costretto, ai fini dell’assunzione dei provvedimenti di affido, a verificare e valutare comportamenti genitoriali che risultano invasivi della privacy dei propri figli, danneggiano la loro immagine pubblica attuale e futura e complicano le loro relazioni sociali. La problematica è così emergente ed urgente che sempre più frequentemente nelle condizioni di separazione e/o divorzio, gli avvocati più attenti e preparati, inseriscono regole sull’ utilizzo delle foto dei figli.


La legge stabilisce che non ha importanza che le pubblicazioni siano fatte su profili personali o accessibili solo a un “pubblico ristretto”, la pubblicazione fatta senza il preventivo consenso dell’altro genitore e/o del figlio stesso, se in età da prestare il consenso, è reato ed è punibile con importanti sanzioni pecuniarie.  

Già qualche tempo fa la Cassazione si era espressa in tal senso ritenendo che il consenso di uno dei genitori non fosse sufficiente a consentire liberamente la pubblicazioni di immagini ritraenti il minore e che pertanto non si potesse escludere l’illeceità della condottA del genitore che pubblicava le foto del figlio senza il preventivo consenso dell’altro. 


Sebbene il diritto alla privacy in ambito familiare sia affievolito, il problema consiste valutare se lo sia al punto da tollerare una esposizione ed un uso indiscriminato delle immagini dei propri figli in contesti sostanzialmente aperti a tutti, perché il web è stato parificato dalla stessa Corte Suprema un “luogo aperto al pubblico, potenzialmente pregiudizievole per i minori che potrebbero essere taggati o avvicinati da malintenzionati “(Sentenza n.  37596/2014).


Sulla scia di tale pronuncia, ed in virtù del prioritario interesse del minore che prevale sempre su ogni altra circostanza, recentemente c’è stata una esemplare pronuncia del Tribunale di Brescia, che dopo un attenta valutazione del comportamento genitoriale, dei fatti e delle circostanze che avevano originato la vicenda, ha espressamente disposto il divieto per i genitori non solo di pubblicare le foto della figlia minore su blog e social, ma anche di usarne le immagini per il profilo whatsapp!  

Che fare per impedire la pubblicazione delle foto dei figli? 
La cosa più semplice è prevedere tali eventi già nelle condizioni di separazione o divorzio.
Se ciò non è stato fatto si può adire il tribunale con un ricorso autonomo in base agli articoli 96 della legge sul diritto di autore e 10 del Codice Civile. 
 

Avv. Maria Pia Sacco  
 


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