Parla il professionista

Come riordinare la vita dopo la fine di una relazione

Di Simona Bergami

Pubblicato il 07 marzo 09.43

La psicologia insegna che la separazione da una persona che abbiamo amato (e che in alcuni casi continuiamo ad amare) è un lutto a tutti gli effetti.

Dobbiamo passare attraverso il dolore della perdita per poterlo metabolizzare e trasformarlo da momento di debolezza in forza per ricominciare.

Non sono una psicologa e non mi permetto di fare il lavoro altrui, ma attraverso queste sensazioni ci siamo passati un po’ tutti, in modo più o meno intenso, più o meno segnante, e posso dire con certezza che quasi sempre gli oggetti che ci circondano e il nostro modo di rapportarci con loro, sono lo specchio delle nostre emozioni: se proviamo rabbia e astio nei confronti dell’altra persona probabilmente tenderemo a prendere immediatamente uno scatolone e a fare man bassa di ogni singolo oggetto che porti con sé un ricordo per farlo sparire dalla nostra vista (se non proprio distruggerlo scaraventandolo contro qualche muro!); se invece subiamo con dolore la separazione, probabilmente useremo gli oggetti come un salvagente per tenerci a galla, trasformandole in sacre reliquie di una felicità che sentiamo di aver perso.

Confesso che in momenti diversi della mia vita sono passata attraverso entrambe queste situazioni, e probabilmente nessuno dei due è da considerarsi un comportamento sano.

In generale bisognerebbe scindere sentimenti e oggetti materiali, razionalizzando il concetto che non tutto ciò che il nostro ex compagno/a ha toccato o usato è diventato automaticamente una sua personificazione.

Quindi, nel primo caso, il momento di rabbia scaturito dall’abbandono potrebbe farci buttare (o distruggere!) anche oggetti effettivamente utili che in futuro, una volta sbollito, potremmo rimpiangere. Vi consiglio quindi di dominare il vostro sentimento impetuoso, chiudere ciò che vi da fastidio avere davanti in uno scatolone e riporlo lontano dalla vostra vista, in cantina o in solaio, a “decantare”.

Quando vi sentirete più tranquilli e disposti ad esaminare gli oggetti per quello che sono e non per quello che rappresentano, potrete andare a recuperarlo e fare una cernita più razionale.

Il secondo caso però è certamente il più comune e quello più difficile da razionalizzare.

Il dolore per la separazione è talmente forte che ci sembra impossibile anche il solo pensiero di sbarazzarci di qualcosa per noi inutile ma che è legato ad una emozione importante.

Però se ci pensate questo comportamento ha due risvolti entrambi molto negativi:

  • Continuiamo a vedere in giro per casa oggetti, foto, vestiti, che riaprono costantemente le ferite, spalancano cassettini della memoria, prolungando un tormento (a volte) insopportabile;
  • Gli oggetti ci tengono inchiodati in un momento di dolore che ha la forma di un tunnel senza luce, impedendoci di andare avanti con la nostra vita.

La soluzione si chiama Space Clearing.

Lo Space Clearing è una disciplina che deriva dall’arte cinese del fengshui che si basa sul principio di fare spazio nei propri ambienti di vita per sbarazzarsi di ciò che è inutile o legato al passato al fine di recuperare armonia, equilibrio interiore e aprirsi a nuove possibilità.

La zavorra fisica (gli oggetti) diventa una zavorra emotiva e ostacola il cambiamento e la rinascita; grazie allo Space Clearing intraprendiamo un cammino “dal fuori al dentro”, ovvero attraverso pulizia e riordino elaboriamo e impariamo a chiarire la nostra interiorità (questa definizione è di Lucia Larese, la guru italiana dello Space Clearing)

Le persone con cui lavoro mi esprimono sempre il senso di liberazione dopo una pulizia radicale fatta insieme. Mi parlano di come il lasciar andar oggetti legati a ricordi opprimenti sia un momento catartico di abbandono delle tristezza e della negatività. Quando li ricontatto, dopo un po’ di tempo, per sapere come va e se riescono a mantenere l’organizzazione, mi dicono di come la loro vita sia immediatamente migliorata, di come abbiano riacquistato leggerezza e positività, e dei nuovi obiettivi che ora si sentono in grado di raggiungere.

Ovviamente mi approccio sempre con la dovuta delicatezza in questi casi: è importante infatti trovare il momento giusto per fare Space Clearing. La persona deve aver superato il momento di crisi profonda o rigetterà anche solo l’idea di sbarazzarsi di ciò che le ricorda la relazione finita.

Una buona strategia è quella di regalare gli oggetti a qualche ente benefico.

Il pensiero che l’oggetto potrà essere utile per qualcun altro è un ottimo compromesso per avviare la strada verso un nuovo capitolo della vita.

 

 


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1 COMMENTI E RISPOSTE

Di Ida M.

Pubblicato il
marzo 20 alle 19:01h
Ciao a tutti!!! Sara' bello condividere pensieri ed esperienze lungo questo cammino di rinascita come nuova famiglia. Sono interessata ad eventi in Puglia ma sono anche alla ricerca di compagni di viaggio per vacanze con i nostri bimbi. Non vedo l'ora!!!

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