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Assegno Unico Universale: cosa cambia per le famiglie.

Di Redazione GenGle

Pubblicato il 24 gennaio 10.51

Assegno Unico Universale (AUU): cosa cambia per le famiglie.

 

Dall’1 gennaio 2022 l’Assegno Unico Universale manderà in pensione i vecchi “assegni familiari” garantendo un allargamento della platea degli utenti e importi maggiori ma come per ogni novità, per fruirne al meglio, è necessario conoscerne requisiti e caratteristiche.

La prima importante novità è proprio l’allargamento delle famiglie beneficiarie; a differenza del passato l’Assegno Unico Universale spetta a tutte le famiglie indipendentemente dalla condizione lavorativa (lavoratori dipendenti, autonomi, disoccupati, pensionati e percettori di Reddito di Cittadinanza) con figli di età da 0 a 21 anni mentre per i genitori di figli disabili l’assegno spetta senza limiti di età.

Possono accedere a tale emolumento anche i cittadini extracomunitari residenti in Italia da almeno due anni anche non continuativi, o, in alternativa, che siano titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato ovvero a tempo determinato della durata minima di sei mesi.

Per chi percepisce il Reddito di Cittadinanza l’assegno unico è corrisposto d’ufficio.

Per definire l’esatta entità dell’importo dell’assegno sarà necessario corredare la domanda con l’Isee del nucleo familiare (di tutti i componenti); in caso di mancata presentazione dell’Isee, si avrà egualmente diritto all’assegno nell’importo minimo previsto, ovvero 50 euro mensili. Medesimo importo è previsto per coloro che presenteranno un Isee superiore a 40.000 euro.

La misura del contributo potrà variare e andrà dai 50 ai 175 euro al mese e calcolato, come pocanzi detto, in base all’Isee familiare. L’entità dell’assegno sarà maggiorato in alcuni casi espressamente previsti dalla normativa, in particolare per le mamme under 21 (20 euro in più al mese indipendentemente dalla presentazione o meno dell’Isee), per le famiglie numerose (quelle con tre o più figli) nonché per i nuclei familiari composti da entrambi i genitori lavoratori con basso reddito. 

L’introduzione del nuovo assegno farà decadere sia le detrazioni fiscali per i figli a carico sia la possibilità di ottenere quelle agevolazioni per la famiglia quali erano il “premio Nascita” e il “Bonus Bebè”.

La domanda potrà essere presentata personalmente, da uno solo dei due genitori esercenti la potestà genitoriale, online accedendo al sito INPS con le identità digitali (SPID, CIE o CNS) oppure delegando un Patronato.

L’assegno richiesto verrà versato sul conto dei genitori in egual misura (50% ciascuno) ma qualora vi sia accordo fra le parti sarà possibile il versamento su un unico conto corrente. In caso di affidamento esclusivo del figlio l’assegno spetterà, in mancanza di diverso accordo, al genitore affidatario.

Sarà possibile presentare le domande per usufruire di tale assegno dall’1 gennaio; chi avrà presentato la domanda nei mesi di gennaio e febbraio, riceverà il pagamento dal 15 al 21 marzo. Per le domande presentate successivamente il pagamento verrà effettuato alla fine del mese successivo a quello di presentazione della domanda. I ritardatari possono comunque essere tranquilli in quanto per chi presenterà la domanda entro il mese di giugno 2022 i pagamenti terranno in considerazione anche degli arretrati partendo dal mese di marzo.

 

 

Scritto da Avv. Maria Teresa Auteri del Foro di Genova

L’Avv. Maria Teresa Auteri esercita la propria attività professionale nel Foro di Genova dal 2008 quale consulente e prestando assistenza giudiziale e stragiudiziale nei vari campi del diritto civile, specializzata da oltre un decennio in diritto della famiglia e delle persone, collabora con diverse associazione che promuovono il benessere dei minori  e dei genitori durante gli eventi di disgregazione del nucleo familiare.

L’Avv. Auteri svolge anche il ruolo di Amministratore di Sostegno offrendo la propria professionalità al servizio di quanti si trovino momentaneamente o in maniera permanente impossibilitati a curare autonomamente in maniera efficace i propri interessi.


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5 COMMENTI E RISPOSTE

Di Rita B

Pubblicato il
gennaio 24 alle 14:32h
Buongiorno. Divorziata con tre figli che abitano con me, affido condiviso. Ho fatto isee e presento io la domanda. Anche il mio ex deve fare isee? ( abita da solo ). Grazie

Di Matteo F.

Pubblicato il
gennaio 24 alle 17:31h
Separato con tre figli, io ho presentato domanda per l'assegno unico con il mio solo isee, attendendo quello dei figli e della madre che attualmente convive: è obbligatoriamente diviso al 50% fra i due genitori o dovrà essere determinato da un accordo fra i due? Senza Isee si intende 50€ a figlio? Grazie

Di Daniela S.

Pubblicato il
gennaio 24 alle 18:03h
Buongiorno. Io divorziata con due figli con affido condiviso. Ho sempre preso io gli assegni familiari ora invece in automatico si divide al 50%. È giusto? Il call center dell Inps inizialmente non sapeva bene mentre ora mi dice che ogni genitore separato deve presentare la sua domanda e il suo ISEE sul quale verrà calcolato il 50%. È corretto? Io nel mio ISEE indico i figli perché abitano con me. Mentre lui non deve indicarli ma forse deve dichiarare la sua convivente. Come funziona in questi casi? Grazie in anticipo

Di Katja De Martin

Pubblicato il
gennaio 29 alle 20:24h
Anch'io sono nella stessa situazione e vorrei maggiori informazioni. Il Patronato a cui ho chiesto dettagli mi ha dato informazioni confuse.

Di Raffaella Marchiani

Pubblicato il
gennaio 25 alle 21:09h
Sono separata con due figli che vivono con me e sono residenti con me. Il patronato mi ha detto che l'assegno spetta a me perché i figli sono residenti con me

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